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TURISMO STORICO A BELLUNO

 

Sarcofago di Gaio Flavio Ostilio (III sec.d.C.) oggi in Crepadona

 

 

 

 Pavimento a mosaico policromo in un disegno di Osvaldo Monti del 1888. Databile sec. III e IV d.C

BELLUNO  
L'odierna Belluno era già popolata nel V secolo a.C. dai Celti e Veneti, prima di diventare Bellunum, città dell'impero romano, nel II secolo.

Raggiunse la sua massima estensione nel X secolo, quando riuscì ad estendere la provincia fino a Bassano e Jesolo.

Nel 1404 anche Belluno fu integrata nella Repubblica ducale di Venezia, dove vi rimase fino all'occupazione da parte della Francia.

Belluno dispone di abbondanti resti romani: cippi funerari (il più famoso è quello di Flavio Ostilio, ora conservato in Crepadona); gli acquedotti (si veda quello di Fisterre); le monete e le iscrizioni monumentali (documentazione epigrafica ascrivibile per lo più ai secoli II e III d.C.).

Molti reperti archeologici del periodo romano si trovano presso il Museo Civico di Belluno Via e piazzetta S. Lucano - in Foto Pavimento a mosaico policromo in un disegno di Osvaldo Monti del 1888. Databile sec. III e IV d.C

 
 
 

Castello di Zumelle

Castello di zumelle  
Il castello di Zumelle fu costruito verso il 540 d. C. dal goto Genserico, sulle macerie di altro maniero prima esistente.

Attraverso i successori di Iusprando il «castello» pervenne, agli inizi del sec. VIII d. C., ai tre fratelli Baiardo, Bellerofonte e Murcimiro.

 

Particolare costruttivo del muro dell'Eta del  Bronzo Recente

Sito archeologico del Castelliere di Noal di Sedico  
Le recenti campagne di scavo effettuate sulla collina di Noal di Sedico hanno offerto la prova della presenza in epoca protostorica di un castelliere (villaggio fortificato), abitato tra le età del Bronzo e del Ferro, dunque a partire dal XII sec. a.C

La presenza dell'uomo del sito di Noal si data alla tarda età del bronzo, tra il XII e XI secolo a. C., quando sul pianoro dei Mirabei sorse un villaggio fortificato.

 

Necropoli Paleoveneta di Mel

 
utilizzata in modo continuativo dai Veneti Antichi dall’VIII al V secolo a.C. si trova a 500 metri dal centro abitato in direzione Belluno. Gli scavi della necropoli iniziarono nel 1958 e si protrassero a più riprese sino al 1964. I lavori furono eseguiti dall’assistente di scavo Giovanni Battista Frescura, che con passione e competenza mise in luce l’area archeologica della necropoli di Mel e recuperò i corredi oggi esposti nel Museo Civico di Mel. Nel corso delle varie campagne furono scavate circa 80 tombe, disposte in modo irregolare, senza alcun apparente ordine di superficie.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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