Sviluppi futuri
Quando gli studiosi di
robotica iniziarono i primi tentativi di imitare l'andatura
di uomini e animali, scoprirono che era incredibilmente
difficile; era richiesta una capacità di calcolo molto superiore
a quella disponibile all'epoca. Così si diede enfasi ad altre
aree di ricerca. Semplici robot con le ruote furono usati per
condurre esperimenti su comportamento, navigazione, e studio del
percorso. Quando gli ingegneri furono pronti a tentare di far
camminare di nuovo i robot, scelsero di provare con esapodi o
altre piattaforme a più zampe, simili per forma e movimento agli
insetti ed agli artropodi. Questa scelta ha portato a
risultati di grande flessibilità ed adattabilità a
diversi ambienti. La maggiore stabilità statica data dalle
quattro o più zampe rende più facile il lavorare con loro. Solo
in tempi molto recenti si sono fatti progressi verso robot
deambulanti bipedi.
Un altro campo di grandi
progressi è quello medico. Alcune società produttrici
hanno ottenuto le necessarie autorizzazioni per poter far
utilizzare i loro robot in operazioni chirurgiche
dall'invasività minima. Un settore affine, quello
dell'automazione dell'attività di laboratorio analitico, vede
robot da banco impegnati nelle attività routinarie di
incubazione, manipolazione di campioni ed analisi chimica e
biochimica.
Altri campi in cui è probabile
che i robot sostituiscano il lavoro umano sono
l'esplorazione del mare profondo e l'esplorazione spaziale. Per
questi compiti sono di norma preferite delle strutture robotiche
di tipo artropode. Mark W. Tilden ex ricercatrice dei Los Alamos
National Laboratories si è specializzata in "gambe"
economiche, piegabili ma non snodate, mentre altri cercano di
replicare il movimento tipico dei granchi.
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